Eventi @ CAMPO JUNGHANS e TEATRO JUNGHANS
11 Settembre 2022 16:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Nel libro Gemmealuce Lucia Guidorizzi fonde il suo rapporto con la scrittura con quello della madre.
Un rapporto inestricabilmente congiunto con l’amore per la poesia: creare mondi e renderli abitabili – scrive l’autrice – è sempre stata la mia più autentica forma di resistenza alle intemperie e ai guasti del vivere e sicuramente è il dono più grande che abbia ricevuto da mia madre. Mio padre aveva con mia madre una grande complicità culturale e intellettuale: la spingeva a scrivere, apprezzava la sua poesia e ne valorizzava le risorse creative e questo mi pareva qualcosa di grandemente desiderabile, al punto che consideravo lo scrivere l’unico modo per amare ed essere amati.
Lucia Guidorizzi ha pubblicato undici libri di poesia tra i quali Milagros (2011), Nel paese dei castelli di sabbia (2013), Controcanto (2015), Pietra Esile (2017), Foreste e forestieri (2019), Quanto dista Finisterre? (2020).
È curatrice della rubrica LuciAllaluna online sulla letteratura ispanoamericana per il Progetto 7Lune e per Cartesensibili della rubrica Sentieri Sognanti e dei quaderni del Cammino. Collabora con la rivista online Amicando diretta da Enzo Santese e per Peripli (a cura di Gianluca Asmundo), blog di poesia, scrittura e pluralità con la rubrica Venti di scirocco.
La presentazione del libro si inserisce nel contesto della mostra dell'Associazione progetto 7LUNE.
Un rapporto inestricabilmente congiunto con l’amore per la poesia: creare mondi e renderli abitabili – scrive l’autrice – è sempre stata la mia più autentica forma di resistenza alle intemperie e ai guasti del vivere e sicuramente è il dono più grande che abbia ricevuto da mia madre. Mio padre aveva con mia madre una grande complicità culturale e intellettuale: la spingeva a scrivere, apprezzava la sua poesia e ne valorizzava le risorse creative e questo mi pareva qualcosa di grandemente desiderabile, al punto che consideravo lo scrivere l’unico modo per amare ed essere amati.
Lucia Guidorizzi ha pubblicato undici libri di poesia tra i quali Milagros (2011), Nel paese dei castelli di sabbia (2013), Controcanto (2015), Pietra Esile (2017), Foreste e forestieri (2019), Quanto dista Finisterre? (2020).
È curatrice della rubrica LuciAllaluna online sulla letteratura ispanoamericana per il Progetto 7Lune e per Cartesensibili della rubrica Sentieri Sognanti e dei quaderni del Cammino. Collabora con la rivista online Amicando diretta da Enzo Santese e per Peripli (a cura di Gianluca Asmundo), blog di poesia, scrittura e pluralità con la rubrica Venti di scirocco.
La presentazione del libro si inserisce nel contesto della mostra dell'Associazione progetto 7LUNE.
10 Settembre 2022 17:30
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Presentazione del libro Verde Laguna. Una storia vera nella Venezia del Novecento con l'autrice Silvia Favaretto.
Il romanzo evoca la Venezia della prima metà del Novecento attraverso le vicende di tre generazioni di una famiglia. La narrazione, a voci multiple, parte dalla morte della madre durante il mitragliamento in bacino San Marco il 14 agosto del 1944, segue la vita dei figli presso l'orfanotrofio delle Zitelle, alla Giudecca e arriva fino alle nipoti che vivranno nelle zone urbane di Mestre e Marghera nel Dopoguerra.
La storia di Ida funge da filo conduttore ed è un racconto di superamento del dolore e della perdita, di una donna che come Venezia resiste alle avversità, si trasforma, si adatta e ne esce, anche quando scalfita, luminosa, nitida e soprattutto amata.
La presentazione si inserisce nel contesto della mostra dell'Associazione progetto 7LUNE.
Il romanzo evoca la Venezia della prima metà del Novecento attraverso le vicende di tre generazioni di una famiglia. La narrazione, a voci multiple, parte dalla morte della madre durante il mitragliamento in bacino San Marco il 14 agosto del 1944, segue la vita dei figli presso l'orfanotrofio delle Zitelle, alla Giudecca e arriva fino alle nipoti che vivranno nelle zone urbane di Mestre e Marghera nel Dopoguerra.
La storia di Ida funge da filo conduttore ed è un racconto di superamento del dolore e della perdita, di una donna che come Venezia resiste alle avversità, si trasforma, si adatta e ne esce, anche quando scalfita, luminosa, nitida e soprattutto amata.
La presentazione si inserisce nel contesto della mostra dell'Associazione progetto 7LUNE.
08 Settembre 2022 15:30 - 11 Settembre 2022 19:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
VERDE LAGUNA. LA DISTANZA E LA PROSPETTIVA PER RACCONTARE
Per la prima volta nello spazio, l’uomo ha percepito quanto finito e piccolo è il nostro pianeta nella galassia. Allo stesso modo la distanza, spaziale e temporale, dagli avvenimenti storici, ci permette di acquisire una nuova prospettiva e dare dunque nuove valutazioni di eventi pubblici e politici parzialmente dimenticati.
La proposta dell’associazione culturale Progetto 7LUNE è una mostra fotografica collegata al romanzo di Silvia Favaretto Verde Laguna. Una storia vera nella Venezia del Novecento in cui appare un episodio legato alla Seconda Guerra Mondiale, sul quale non è stato a sufficienza dibattuto: il mitragliamento in bacino San Marco del vaporetto di civili diretto a Fusina il giorno 14 agosto 1944.
L’esposizione prevede 20 fotografie in bianco e nero che raffigurano la storia di Ida Rosselli, a partire da quei tragici fatti fino al dopoguerra e al boom economico. Tra i materiali esposti anche gli articoli di giornale dell’epoca che raccontavano il bombardamento degli alleati e la lista dei nomi dei veneziani vittime dell’incursione.
Il nostro progetto sottolinea il cambiamento del punto di vista, da esterno a interno, poiché racconta gli avvenimenti visti dalla sfera del privato, i bambini rimasti orfani in seguito agli eventi bellici e, allo stesso tempo pone delle domande sull’operato degli alleati che, nell’immediato dopoguerra non ci si era posti, per salvaguardare il ruolo dei “buoni”.
Visita il sito dell'associazione progetto 7LUNE
Per la prima volta nello spazio, l’uomo ha percepito quanto finito e piccolo è il nostro pianeta nella galassia. Allo stesso modo la distanza, spaziale e temporale, dagli avvenimenti storici, ci permette di acquisire una nuova prospettiva e dare dunque nuove valutazioni di eventi pubblici e politici parzialmente dimenticati.
La proposta dell’associazione culturale Progetto 7LUNE è una mostra fotografica collegata al romanzo di Silvia Favaretto Verde Laguna. Una storia vera nella Venezia del Novecento in cui appare un episodio legato alla Seconda Guerra Mondiale, sul quale non è stato a sufficienza dibattuto: il mitragliamento in bacino San Marco del vaporetto di civili diretto a Fusina il giorno 14 agosto 1944.
L’esposizione prevede 20 fotografie in bianco e nero che raffigurano la storia di Ida Rosselli, a partire da quei tragici fatti fino al dopoguerra e al boom economico. Tra i materiali esposti anche gli articoli di giornale dell’epoca che raccontavano il bombardamento degli alleati e la lista dei nomi dei veneziani vittime dell’incursione.
Il nostro progetto sottolinea il cambiamento del punto di vista, da esterno a interno, poiché racconta gli avvenimenti visti dalla sfera del privato, i bambini rimasti orfani in seguito agli eventi bellici e, allo stesso tempo pone delle domande sull’operato degli alleati che, nell’immediato dopoguerra non ci si era posti, per salvaguardare il ruolo dei “buoni”.
Visita il sito dell'associazione progetto 7LUNE
08 Settembre 2022 15:30 - 11 Settembre 2022 19:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
ZUA (Giorgia Zuin) presenta PETἌτλας, un'opera in continua crescita in base al nostro consumo di plastica con lo stesso materiale riciclato da bottiglie.
Sopportare o supportare?
Si racconta che Atlante era Re della Mauritania e molto portato per l’astrologia, era considerato il primo ad aver studiato la scienza dell'astronomia e fu il primo a rappresentare il mondo per mezzo di una sfera, per questo motivo si diceva che portasse il cielo sulle spalle. Ho voluto riprendere questa figura e riproporla riflettendo non solo sulla sua ipotetica emotività negativa ma prendendo come riferimento i risultati del consumo sociale di plastica, secondo quanto pubblicato da WWF il 5 Gennaio 2018 nell’articolo ‘I NUMERI DELLA PLASTICA NEL MONDO’ di Lucio Biancatelli: ’La produzione mondiale di plastica è passata dai 15 milioni del 1964 agli oltre 310 milioni attuali. Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani del mondo e, ad oggi, si stima che via siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani...’
La scultura è stata effettuata con ritagli e scarti di plastica derivati da bottiglie riciclate dai colori che richiamano il cielo e il mare rappresentando così l’affaticamento del pianeta che sta sopportando i dolori derivati dalla nostra inciviltà.
Credo vivamente che in questo periodo storico sia nettamente importante da parte di noi 'artisti' portare un messaggio che colpisca nel profondo delle persone al fine di migliorarci al livello sociale e umano.
Da qui appunto nasce il quesito 'SOPPORTARE tutto ciò che sta accadendo al nostro Pianeta o SUPPORTARE il nostro Pianeta riducendo i nostri consumi quotidiani e non solo?'
Visita la pagina IG di ZUA
Sopportare o supportare?
Si racconta che Atlante era Re della Mauritania e molto portato per l’astrologia, era considerato il primo ad aver studiato la scienza dell'astronomia e fu il primo a rappresentare il mondo per mezzo di una sfera, per questo motivo si diceva che portasse il cielo sulle spalle. Ho voluto riprendere questa figura e riproporla riflettendo non solo sulla sua ipotetica emotività negativa ma prendendo come riferimento i risultati del consumo sociale di plastica, secondo quanto pubblicato da WWF il 5 Gennaio 2018 nell’articolo ‘I NUMERI DELLA PLASTICA NEL MONDO’ di Lucio Biancatelli: ’La produzione mondiale di plastica è passata dai 15 milioni del 1964 agli oltre 310 milioni attuali. Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani del mondo e, ad oggi, si stima che via siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani...’
La scultura è stata effettuata con ritagli e scarti di plastica derivati da bottiglie riciclate dai colori che richiamano il cielo e il mare rappresentando così l’affaticamento del pianeta che sta sopportando i dolori derivati dalla nostra inciviltà.
Credo vivamente che in questo periodo storico sia nettamente importante da parte di noi 'artisti' portare un messaggio che colpisca nel profondo delle persone al fine di migliorarci al livello sociale e umano.
Da qui appunto nasce il quesito 'SOPPORTARE tutto ciò che sta accadendo al nostro Pianeta o SUPPORTARE il nostro Pianeta riducendo i nostri consumi quotidiani e non solo?'
Visita la pagina IG di ZUA
08 Settembre 2022 15:30 - 11 Settembre 2022 19:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Le opere di Barbara Grossato manifestano nell’organicità estetica delle forme
una forza primordiale di matrice femminile, cifra caratterizzante il suo stile
espressivo.
Il passaggio dalla pittura - tecnica mai del tutto abbandonata - alla scultura e installazione avviene all’insegna di un procedimento che elegge la tessitura manuale a componente fondamentale dell’opera.
L’utilizzo ossessivo di materiali industriali, filo di ferro, fascette elettriche, rete, corde, cartoncino ecc. avviene seguendo moduli predisposti alla crescita esponenziale, che acquistano forza dall’assemblaggio per accumulazione, ripetizione della cellula base.
Il lavoro paziente purifica il supporto dalla sua natura materiale e lo astrae dalla sua funzione originaria.
Il passaggio dalla pittura - tecnica mai del tutto abbandonata - alla scultura e installazione avviene all’insegna di un procedimento che elegge la tessitura manuale a componente fondamentale dell’opera.
L’utilizzo ossessivo di materiali industriali, filo di ferro, fascette elettriche, rete, corde, cartoncino ecc. avviene seguendo moduli predisposti alla crescita esponenziale, che acquistano forza dall’assemblaggio per accumulazione, ripetizione della cellula base.
Il lavoro paziente purifica il supporto dalla sua natura materiale e lo astrae dalla sua funzione originaria.
08 Settembre 2022 15:30 - 11 Settembre 2022 19:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Greta Boato presenta una serie di dipinti astratti che evocano delle vedute della terra dall'alto.
Un omaggio alla bellezza del pianeta in un richiamo al fotografo, giornalista e ambientalista francese Yann Arthus-Bertrand, la cui opera fotografica porta proprio il titolo La terre vue du ciel.
La mia ricerca artistica si nutre e si ispira di ciò che mi circonda, è il desiderio di raccontare la bellezza, sempre sotto i nostri occhi ma che spesso fatichiamo a vedere, la volontà di far prendere coscienza di questo mondo delicato, prezioso ed eccezionale che abitiamo e che sta a noi proteggere e rispettare.
Un omaggio alla bellezza del pianeta in un richiamo al fotografo, giornalista e ambientalista francese Yann Arthus-Bertrand, la cui opera fotografica porta proprio il titolo La terre vue du ciel.
La mia ricerca artistica si nutre e si ispira di ciò che mi circonda, è il desiderio di raccontare la bellezza, sempre sotto i nostri occhi ma che spesso fatichiamo a vedere, la volontà di far prendere coscienza di questo mondo delicato, prezioso ed eccezionale che abitiamo e che sta a noi proteggere e rispettare.
13 Settembre 2020 10:00 - 12:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Imparare la lingua di Shakespeare utilizzando le canzoni non è solo divertente, funziona perché affronta i due aspetti più problematici dell’inglese: capire gli anglofoni di tutte le provenienze quando parlano e impostare una buona pronuncia, corretta e comprensibile.
Esiste un unico metodo in Italia a tale proposito, sviluppato dal dott. Bruce Boreham, già lettore di madrelingua inglese all’Università di Venezia Ca’ Foscari, oltre che cantante ed insegnante di canto.
In pratica le lezioni consistono nell’ascolto guidato dei brani in lingua inglese che ci hanno fatto sognare in questi ultimi 60 anni.
L’unico nostro libro di testo è la canzone stessa, appunto, English in Song.
Usando un’apposita scheda per annotare il testo ascoltato, e avendo chiarito il significato dei vocaboli, pronuncia ed eventuali difficoltà sintattiche, cantiamo il pezzo tutti insieme!
Anche i più inibiti si lanciano in gruppo. Acquisisci sicurezza e fiducia nel modo in cui ti esprimi con la voce, sia quando canti che quando parli e crei un’abitudine all’ascolto dove diventano accessibili testi che prima sembravano impossibili.
Vieni ad assistere ad una dimostrazione di come funzione “English in Song” senza impegno e gratuitamente, come tutte le iniziative al Festival delle Arti della nostra isola Giudecca!
Per prenotare un posto alla dimostrazione, scrivi una mail a EnglishinSong@gmail.com, o manda un WhatsApp/sms al dott. Bruce Boreham al 348-1456574
Esiste un unico metodo in Italia a tale proposito, sviluppato dal dott. Bruce Boreham, già lettore di madrelingua inglese all’Università di Venezia Ca’ Foscari, oltre che cantante ed insegnante di canto.
In pratica le lezioni consistono nell’ascolto guidato dei brani in lingua inglese che ci hanno fatto sognare in questi ultimi 60 anni.
L’unico nostro libro di testo è la canzone stessa, appunto, English in Song.
Usando un’apposita scheda per annotare il testo ascoltato, e avendo chiarito il significato dei vocaboli, pronuncia ed eventuali difficoltà sintattiche, cantiamo il pezzo tutti insieme!
Anche i più inibiti si lanciano in gruppo. Acquisisci sicurezza e fiducia nel modo in cui ti esprimi con la voce, sia quando canti che quando parli e crei un’abitudine all’ascolto dove diventano accessibili testi che prima sembravano impossibili.
Vieni ad assistere ad una dimostrazione di come funzione “English in Song” senza impegno e gratuitamente, come tutte le iniziative al Festival delle Arti della nostra isola Giudecca!
Per prenotare un posto alla dimostrazione, scrivi una mail a EnglishinSong@gmail.com, o manda un WhatsApp/sms al dott. Bruce Boreham al 348-1456574
13 Settembre 2020 16:45
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Il Gruppo CI-VE Contact Improvisation Venezia, condotto da Carla Marazzato, ispirandosi al tema del Festival vuole creare una breve performance, In alto i piedi!, in un luogo rialzato dell'isola.
In quest'epoca di stravolgimenti della nostra percezione del mondo è bene imparare a guardare le cose da altri punti di vista. Il Gruppo CI-VE vuole provarci utilizzando il linguaggio del corpo, esplorando tramite la danza le possibilità espressive date da questo limite - o da questa opportunità? Riusciranno addirittura a raccontare una storia? o tante storie? Lo scoprirete alzando lo sguardo verso l'alto....
In quest'epoca di stravolgimenti della nostra percezione del mondo è bene imparare a guardare le cose da altri punti di vista. Il Gruppo CI-VE vuole provarci utilizzando il linguaggio del corpo, esplorando tramite la danza le possibilità espressive date da questo limite - o da questa opportunità? Riusciranno addirittura a raccontare una storia? o tante storie? Lo scoprirete alzando lo sguardo verso l'alto....
13 Settembre 2020 17:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
IN-BOX è una performance che traduce sulla scena l'esperienza potente di lockdown: l’isolamento, la scissione delle cellule sociali, il restringimento dello spazio vitale, fino alla successiva e parziale riapertura, che ci vede tutti sulla soglia… felici di ritrovare un respiro aperto, a cercare di immaginare nuovi scenari e direzioni.
Il pubblico è in piedi e può osservare dall’esterno o attraversare in sicurezza uno spazio scenico che è insieme città, paesaggio, esperienza singolare e privata eppure anche pubblica e collettiva.
Una produzione INDACO - Indomite Incursioni di Danza e Arte Contemporanea / C.T.R. Centro Teatrale di Ricerca di Venezia
Concept _ regia _ coreografie di Laura Boato
(con un debito d'immagine verso Il gioco del cucù di Silvia Bugno)
Creato con 65 performer, professionisti e non, dai 10 agli 80 anni
Foto di Luca Giabardo
Il pubblico è in piedi e può osservare dall’esterno o attraversare in sicurezza uno spazio scenico che è insieme città, paesaggio, esperienza singolare e privata eppure anche pubblica e collettiva.
Una produzione INDACO - Indomite Incursioni di Danza e Arte Contemporanea / C.T.R. Centro Teatrale di Ricerca di Venezia
Concept _ regia _ coreografie di Laura Boato
(con un debito d'immagine verso Il gioco del cucù di Silvia Bugno)
Creato con 65 performer, professionisti e non, dai 10 agli 80 anni
Foto di Luca Giabardo
13 Settembre 2020 17:30
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Spettacolo di circo di strada con Brian Simoncin, aka Circo Umile.
13 Settembre 2020 17:45
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Combo Suonda è un gruppo musicale di libera improvvisazione, carico di ritmo scatenante, guidato da un conduttore in modo estemporaneo e attraverso il linguaggio dei segni ideato dal grande Santiago Vazquez (Argentina).
il risultato che ne esce è una performance tutta di energia, movimento e ballo, coinvolgendo il pubblico nel partecipare creativamente.
La formazione comprende fiati, chitarre elettriche, basso, batteria, e percussioni.
il risultato che ne esce è una performance tutta di energia, movimento e ballo, coinvolgendo il pubblico nel partecipare creativamente.
La formazione comprende fiati, chitarre elettriche, basso, batteria, e percussioni.
13 Settembre 2020 19:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Modonoto 4et è un quartetto jazz composto da Daniele Goldoni (tromba/trombone), Giovanni Di Vito (sassofoni), Andrea Carlon (contrabbasso), Raul Catalano (batteria). Il repertorio del gruppo comprende numerosi standard della tradizione hard-bop e composizioni originali.
29 Agosto 2020 20:30
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
RETE CINEMA IN LAGUNA
La Venezia che immaginiamo
PRESENTA
Una serata di cinema all’aperto, la prima iniziativa del collettivo Rete Cinema In Laguna, composto da associazioni, case di produzione e professionisti che lavorano nel settore cinematografico a Venezia e che si sono uniti per proporre un rilancio culturale della città a partire dal cinema.
Luogo: Venezia, Campo Junghans (Giudecca)
Titolo del film proposto: Il terrorista di Gianfranco De Bosio (Italia, 1963, 105’), con la partecipazione straordinaria del regista che sarà presente per un dialogo con il pubblico.
La Venezia che immaginiamo
PRESENTA
Una serata di cinema all’aperto, la prima iniziativa del collettivo Rete Cinema In Laguna, composto da associazioni, case di produzione e professionisti che lavorano nel settore cinematografico a Venezia e che si sono uniti per proporre un rilancio culturale della città a partire dal cinema.
Luogo: Venezia, Campo Junghans (Giudecca)
Titolo del film proposto: Il terrorista di Gianfranco De Bosio (Italia, 1963, 105’), con la partecipazione straordinaria del regista che sarà presente per un dialogo con il pubblico.
09 Settembre 2018 18:30
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
L'associazione Tangoblivion propone una lezione di introduzione al tango argentino per curiosi e principianti, tenuta dai maestri Claudio Ruberti e Marco Gallizioli. Durata 1ora circa.
A seguire in coda alla lezione, proponiamo una breve esibizione di tango dei 2 maestri (1 tango e 1 milonga). Durata 15minuti circa.
http://www.tangoblivion.org
08 Settembre 2018 16:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Parliamone domani
Autori/interpreti: Matteo Ferraresso e Sara Quagliara
Nel teatro del quotidiano che, pirandellianamente, è la vita, a scandire le singole scene si pongono, come sipari obbligati, gli orari, gli obblighi morali, le necessarie coordinate spaziali, le diverse dimensioni sociali; elementi indistricabili, uno incastrato nell’altro, è apparentemente indispensabili a riempire e dare forma alle nostre esistenze condivise.
L’organizzazione diventa vitale, quasi fagocitante: la routine del quotidiano si innesta nelle relazioni a due, dove siamo talmente immersi nella frenesia della nostra vita che non riusciamo a fermarci per ascoltare l’altro con l’attenzione che merita. Non riusciamo a mostrare empatia.
Ecco allora che il fuori, la scatola scenica del quotidiano, prende il sopravvento e diventa luogo di incomprensioni, fraintendimenti, incomunicabilità.
Tutto quello che sta fuori dalla conversazione, dalla relazione con gli altri, dal dialogo reciproco, alimentato dalla routine del quotidiano finisce per prende il sopravvento e compromettere l’ascolto reciproco. Si esce così, senza averne coscienza, dal luogo essenziale che soggiace a ogni forma comunicativa: la genuina, non mediata espressione del sé.
https://bi-corporis.weebly.com/
Autori/interpreti: Matteo Ferraresso e Sara Quagliara
Nel teatro del quotidiano che, pirandellianamente, è la vita, a scandire le singole scene si pongono, come sipari obbligati, gli orari, gli obblighi morali, le necessarie coordinate spaziali, le diverse dimensioni sociali; elementi indistricabili, uno incastrato nell’altro, è apparentemente indispensabili a riempire e dare forma alle nostre esistenze condivise.
L’organizzazione diventa vitale, quasi fagocitante: la routine del quotidiano si innesta nelle relazioni a due, dove siamo talmente immersi nella frenesia della nostra vita che non riusciamo a fermarci per ascoltare l’altro con l’attenzione che merita. Non riusciamo a mostrare empatia.
Ecco allora che il fuori, la scatola scenica del quotidiano, prende il sopravvento e diventa luogo di incomprensioni, fraintendimenti, incomunicabilità.
Tutto quello che sta fuori dalla conversazione, dalla relazione con gli altri, dal dialogo reciproco, alimentato dalla routine del quotidiano finisce per prende il sopravvento e compromettere l’ascolto reciproco. Si esce così, senza averne coscienza, dal luogo essenziale che soggiace a ogni forma comunicativa: la genuina, non mediata espressione del sé.
https://bi-corporis.weebly.com/
08 Settembre 2018 15:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Il gruppo milanese aTmariella approda al Festival delle Arti con un adattamento teatrale dell'opera modulare di Raymond Queneau Esercizi di Stile.
Osservatori eterogenei si alternano sul palco senza soluzione di continuità per descrivere uno stesso episodio. Il relativismo diviene il vero protagonista, il filo rosso che attraversa l'azione teatrale, che si presta perfettamente a una performance su strada e con il coinvolgimento del pubblico.
Osservatori eterogenei si alternano sul palco senza soluzione di continuità per descrivere uno stesso episodio. Il relativismo diviene il vero protagonista, il filo rosso che attraversa l'azione teatrale, che si presta perfettamente a una performance su strada e con il coinvolgimento del pubblico.
09 Settembre 2017 19:30
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Tango Match d' improvvisazione
Un'idea di Amparo Ferrari e Sebastian Zabronski
Nella versione laboratorio ludico aperto a tutti
Campo Junghans sabato 9 alle 19:30
Amparo Ferrari e Sebastian Zabronski in collaborazione con Tango Venice scuola Dinzel Internazionale propongono un laboratorio ludico sul Tango argentino, danza d'improvvisazione.
In un mondo sempre più mutevole e migrante, vogliamo raccontare il Tango argentino come un processo di adattamento continuo. Attraverso un'allenamento all'improvvisazione, che verrà proposto nella allegria di un gioco non competitivo. Invitiamo tutti i ballerini di tango che vogliano mettersi alla prova, sconfinando le proprie zone di comfort, a cercare di superare una serie di sfide nel suolo pubblico. L'attività è aperta anche al pubblico curioso, appassionati, osservatori, nel senso che si può partecipare al gioco attivamente; oppure anche come pubblico spettatore, per tifare, commentare, fischiare, applaudire, ecc.
Il gioco è aperto a tutti ballerini di tango, anche principianti: Perciò VENITE A GIOCARE!!!
Passanti, curiosi, appassionati sono i benvenuti a presenziare, tifare, fischiare, applaudire, commentare ed intervenire.
Durata prevista: 1 ora
Conduce: Amparo Ferrari, maestra di tango argentino - Sistema Dinzel.
www.tangovenice.com
Un'idea di Amparo Ferrari e Sebastian Zabronski
Nella versione laboratorio ludico aperto a tutti
Campo Junghans sabato 9 alle 19:30
Amparo Ferrari e Sebastian Zabronski in collaborazione con Tango Venice scuola Dinzel Internazionale propongono un laboratorio ludico sul Tango argentino, danza d'improvvisazione.
In un mondo sempre più mutevole e migrante, vogliamo raccontare il Tango argentino come un processo di adattamento continuo. Attraverso un'allenamento all'improvvisazione, che verrà proposto nella allegria di un gioco non competitivo. Invitiamo tutti i ballerini di tango che vogliano mettersi alla prova, sconfinando le proprie zone di comfort, a cercare di superare una serie di sfide nel suolo pubblico. L'attività è aperta anche al pubblico curioso, appassionati, osservatori, nel senso che si può partecipare al gioco attivamente; oppure anche come pubblico spettatore, per tifare, commentare, fischiare, applaudire, ecc.
Il gioco è aperto a tutti ballerini di tango, anche principianti: Perciò VENITE A GIOCARE!!!
Passanti, curiosi, appassionati sono i benvenuti a presenziare, tifare, fischiare, applaudire, commentare ed intervenire.
Durata prevista: 1 ora
Conduce: Amparo Ferrari, maestra di tango argentino - Sistema Dinzel.
www.tangovenice.com
11 Settembre 2016 16:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Venezia e la laguna (Patrimonio Mondiale dell'UNESCO) con il loro delicato ecosistema sono oggi aggredite da un enorme quantità di rifiuti che la pongono ad alto rischio ambientale.
Legambiente Venezia ed Ispra Chioggia (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), grazie al progetto europeo DeFishGear -- hanno elaborato e realizzato la prima campagna di monitoraggio dei rifiuti galleggianti nei canali di Venezia, “Don't Waste Venice” con l'idea di ricercare più informazioni sulla tipologia di rifiuti abbandonati e sensibilizzare cittadini e turisti.
I risultati ad oggi sono impressionanti: nei canali galleggia 1 rifiuto ogni 10 metri! Un enorme danno per la bellezza di Venezia e per la salute dell'ecosistema lagunare!
Il progetto ora è terminato ma la campagna "Don't Waste Venice" deve proseguire! Abbiamo bisogno di maggiori dati scientifici e contestualmente di maggior coinvolgimento e consapevolezza da parte di tutti per risolvere il problema e rendere più bella e pulita Venezia.
Il nostro obiettivo è quindi quello di replicare le attività di “Don't Waste Venice” allargando il monitoraggio e raccolta rifiuti alle aree interne della laguna, a partire dalle aree ricomprese nel Parco Regionale di interesse locale della Laguna Nord (recentemente istituito dal Comune di Venezia).
Soprattutto però vogliamo coinvolgere cittadini e turisti nella raccolta di rifiuti galleggianti, sommersi ed arenati nelle aree lagunari interne attraverso azioni di volontariato nazionale ed internazionale e diffondere buone pratiche, per una responsabilizzazione collettiva.
https://it-it.facebook.com/dontwastevenice/
Legambiente Venezia ed Ispra Chioggia (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), grazie al progetto europeo DeFishGear -- hanno elaborato e realizzato la prima campagna di monitoraggio dei rifiuti galleggianti nei canali di Venezia, “Don't Waste Venice” con l'idea di ricercare più informazioni sulla tipologia di rifiuti abbandonati e sensibilizzare cittadini e turisti.
I risultati ad oggi sono impressionanti: nei canali galleggia 1 rifiuto ogni 10 metri! Un enorme danno per la bellezza di Venezia e per la salute dell'ecosistema lagunare!
Il progetto ora è terminato ma la campagna "Don't Waste Venice" deve proseguire! Abbiamo bisogno di maggiori dati scientifici e contestualmente di maggior coinvolgimento e consapevolezza da parte di tutti per risolvere il problema e rendere più bella e pulita Venezia.
Il nostro obiettivo è quindi quello di replicare le attività di “Don't Waste Venice” allargando il monitoraggio e raccolta rifiuti alle aree interne della laguna, a partire dalle aree ricomprese nel Parco Regionale di interesse locale della Laguna Nord (recentemente istituito dal Comune di Venezia).
Soprattutto però vogliamo coinvolgere cittadini e turisti nella raccolta di rifiuti galleggianti, sommersi ed arenati nelle aree lagunari interne attraverso azioni di volontariato nazionale ed internazionale e diffondere buone pratiche, per una responsabilizzazione collettiva.
https://it-it.facebook.com/dontwastevenice/
10 Settembre 2016 17:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
Atmosfera di festa con musica, canti e balli dalla tradizione popolare.
“I toca mi” sono un gruppo di studio e ricerca della cultura di tradizione popolare: la musica è rigorosamente dal vivo.
“I toca mi” sono un gruppo di studio e ricerca della cultura di tradizione popolare: la musica è rigorosamente dal vivo.
10 Settembre 2016 19:00
Calle Scuola, 30133 Venezia, Italia
A M A ' Y E R B A
E T H N O G R A P H I C F I LM
Web “Ama’Yerba”_ http://ethnographic-film.wix.com/amayerba-doc
SINOSSI:
I curanderos sono medici che hanno un dono. Il dono di custodire una saggezza millenaria su
leggi che governano i mondi del visibile e dell’invisibile. Come audaci prestigiatori ristabiliscono
legittimi equilibri. Questa opera rivela sotto nuova luce l’inaccessibile mondo delle pratiche
sciamaniche, la vastissima conoscenza sull'uso delle piante medicinali e le tecniche terapeutiche
ancestrali che stanno cedendo oggi il passo all'oblio della modernità. Tutto ciò, e molto altro,
trasformerà questa radiografia sulla medicina tradizionale zapoteca in un documento potente.
SCHEDA TECNICA:
Titolo: Ama’Yerba (Madre Erba)
Genere: documentario etnografico
Durata: 36 min.
Anno: 2014
Paese: Oaxaca, México
Lingua: castillano, zapoteco
Sottotitoli: italiano
Tematica: medicina tradizionale, piante medicinali, sciamanismo,
medicina integrata, diritti dei popoli indigeni.
Regia: Manuela Tarsi, Roberto López Mélinchon
AMA’YERBA IL PROGETTO – IL DOCUMENTARIO:
Ama’Yerba è il risultato di un’approfondita analisi che viene da un lungo lavoro sul campo a
stretto contatto con molti curanderos della regione centrale dello stato di Oaxaca. La maggior
parte zapotechi, un’altra mazatechi, uno solo olmeca, ma hanno tutti condiviso con noi parte
delle loro conoscenze sciamaniche. Hanno trattato svariati argomenti: l’iniziazione sciamanica,
l’aspetto magico del loro dono, ci hanno mostrato tecniche ancestrali di cura, hanno provato a
spiegarcele. Ci hanno incuriosito, affascinato, stregato e non poche volte ci hanno tolto il fiato.
Ci hanno accompagnato alla scoperta dei poteri curativi delle piante ed abbiamo cercato di
capire se è possibile integrare la medicina ufficiale con la sapienza empirica dettata dalla storia